Faro Antitrust sulle Poste
L'Antitrust apre una nuova istruttoria sulle Poste Italiane per abuso di posizione dominante
L'Antitrust apre una nuova istruttoria sulle Poste Italiane e questa volta nel mirino finisce un presunto abuso di posizione dominante volto a ostacolare il concorrente Tnt nel servizio di spedizione celere, che garantisce la consegna della posta in data e orari certi. Gli accertamenti dell'Autorità, condotti con l'ausilio delle unità speciali della Guardia di Finanza, hanno acclarato comportamenti da parte dell'ex monopolista a tal punto anticoncorrenziali che probabilmente la società guidata da Massimo Sarmi presenterà alcuni impegni per evitare che siano comminate sanzioni. La vicenda descritta nel documento di apertura istruttoria, in verità, presenta alcuni aspetti non molto chiari. La questione ruota attorno al servizio Formula Certa, lanciato da qualche tempo da Tnt, con il quale la società garantisce a clienti in prevalenza business (banche, imprese, enti) la consegna della posta a orari certi, tracciandone il percorso attraverso collegamenti satellitari tenuti con i propri postini.

La contesa è emersa perchè le Poste hanno trovato nella propria rete di spedizione plichi recanti il timbro Formula Certa non consegnati (magari perchè consegnati dal portiere se il destinatario aveva cambiato indirizzo, per cui hanno preso l'iniziativa di chiamare il singolo cliente di Tnt imponendogli di pagare l'intera tariffa delle Poste per avere il plico smarrito: in caso contrario lo avrebbero distrutto. Secondo l'Antitrust l'ex monopolista non avrebbe dovuto chiamare i clienti del concorrente, tantomeno applicare una tariffa piena invece di addebitare solo la consegna del pacco non recapitato.

Lo step successivo è la classica goccia che fa traboccare il vaso: dopo quelle pratiche inusuali, Poste ha lanciato il Posta Time, molto simile al Formula Certa di Tnt, offrendolo ai clienti del concorrente e applicando tariffe decisamente basse anche rispetto a quelle per la posta generica. L'ipotesi dell'Antitrust è che l'ex monopolista benefici dei vantaggi (pervia dei finanziamenti pubblici) derivanti dal possedere
una rete destinata al servizio universale, la quale viene usata anche per lanciare servizi nel mercato liberalizzato. Sono i cosiddetti sussidi incrociati: in quest casi, in genere, sarebbe buona regola fare una separazione societaria. «Poste Italiane ha sempre operato nel pieno rispetto delle regole di mercato e degli interessi dei consumatori» è stata la replica di Sarmi al provvedimento Antitrust.

Il provvedimento si occupa anche di un'altra denuncia fatta da Tnt e che riguarda i servizi liberalizzati offerti alla pubblica amministrazione e ad altri enti. Nel mirino ci sono due gare vinte dalle Poste: una per il Comune di Milano, del luglio 2008, inerente la notifica di atti tramite messo comunale e la gestione di verbali. E un'altra per Equitalia, inerente la notifica di cartelle esattoriali. Anche in questi casi l'ex monopolista avrebbe approfittato di sussidi incrociati per offrire servizi a costi più contenuti.

Divise sul provvedimento le associazioni dei consumatori. L'Adoc ha definito «singolare» la decisione dell'Antitrust. Mentre l'Adusbef plaude all'iniziativa perchè «i consumatori sono vessati dai servizi postali sempre più costosi e inefficienti». Secondo Massimiliano Trovato dell'Istituto Bruno Leoni «la situazione di privilegio di cui Poste gode è stata ripetutamente denunciata. L'intervento dell'Antitrust acquisisce una rilevanza maggiore» dato che «questa prende in esame direttamente l'attività di recapito; tutto ciò a pochi mesi dalla designata liberalizzazione del mercato postale» .

Da Il Sole 24 Ore, 20 ottobre 2009


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