La Ryanair ritira i voli da Ciampino dopo la multa dell'Enac a Easyjet
Scende a difesa delle compagnie low cost anche l'Istituto Bruno Leoni che, in un focus di Andrea Giuricin
E' lotta aperta tra le compagnie low cost e l'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac). Dopo che la Direzione Enac di Roma Fiumicino ha inflitto tre sanzioni amministrative, per un totale di 110mila euro, alla compagnia aerea Easyjet per disservizi legati a ritardi e cancellazioni di voli da Roma Fiumicino a Lamezia Terme che si sono verificati negli ultimi giorni, violando le regole a garanzia dei viaggiatori, la compagnia irlandese Ryanair ha minacciato di ritirare i suoi aerei dal secondo scalo romano di Ciampino a partire dal 23 gennaio 2010.

Quest'ultima compagnia è stata infatti richiamata dall'Enac - con varie ordinanze - ad accettare più semplici "forme di identificazione per i passeggeri che viaggiano sulle rotte domestiche". Come protesta contro le ultime ingiunzioni Enac, la società ha annunciato che sospenderà tutti i propri voli nazionali in partenza dallo scalo di Roma-Ciampino - ma anche da Alghero, Bari, Bologna, Brindisi, Milano Bergamo Orio al Serio, Pescara, Pisa e Trapani. Sul "G.B.Pastine", peraltro, pende la richiesta del Dipartimento di Epidemiologia della regione Lazio, di ridurre i movimenti aerei giornalieri dagli attuali 162 a un massimo di 60, ma dei suddetti voli 100 sono low-cost e 62 dell'aeroporto militare.

"Quella che Michael O'Leary, a.d. della compagnia aerea irlandese, considera una minaccia - commenta il sindaco di Ciampino Walter Enrico Perandini - è per le nostre popolazioni un'opportunità: nel 2009 su Ciampino ci sono stati poco meno di 10 mila movimenti aerei commerciali nazionali (29 giornalieri in media) con 900 mila passeggeri. A danno della salute dei residenti".

Su Easyjet, una nota dell'Enac scritta alla vigilia di Natale sottolinea che "le contestazioni riguardano in particolare infrazioni al Regolamento Comunitario n. 261 del 2004, ovvero per mancata informazione ai passeggeri, mancata compensazione e mancata assistenza". Secondo il presidente dell'Enac Vito Riggio "l'Autorità per l'aviazione civile non intende tollerare da parte di nessuna compagnia aerea cancellazioni, ritardi prolungati e negato imbarco di dipendenti imputabili al vettore". E avverte: "Erogheremo sanzioni a tutte le compagnie aeree per ogni mancato rispetto dei diritti dei passeggeri, così come prevede la normativa comunitaria".

Intanto scende a difesa delle compagnie low cost anche l'Istituto Bruno Leoni che, in un focus di Andrea Giuricin dal titolo "La chiusura di Ryanair: il ruolo dell'Enac e di Alitalia", sostiene che dietro la lotta tra la low cost irlandese e l'Ente italiano si nasconde "uno sforzo protezionista per favorire l'Alitalia". La decisione di Ryanair, si ricorda nel focus, deriva dal fatto che il vettore accetta passeggeri che abbiano solo la carta d'identità o il passaporto, gli unici documenti con cui è possibile acquistare biglietti e fare il check-in online. Tutto questo - ricorda l' economista dell'Ibl - è in contrasto con la decisione del Tar del 17 dicembre scorso secondo cui i passeggeri sulle tratte domestiche possono viaggiare con qualunque documento permesso dalla legge.

L'Enac, scrive Giuricin, vuole "imporre una misura che sfavorisce Ryanair", ma che "non inficia sulla libertà di viaggiare dei cittadini italiani". E questa mossa, si legge nel focus, è importante per Alitalia che "ha puntato su un modello di business completamente diverso da tutti le grandi compagnie internazionali con una focalizzazione sul mercato domestico", di cui Ryanair e la compagnia inglese Easyjet stanno "rubando" sempre maggiori quote. Secondo Giuricin, da qui nascono le maggiori difficoltà per Alitalia, "che nel 2009 avrà perdite operative (non nette) probabilmente superiori a 300 milioni di euro. La concorrenza sul mercato interno delle low cost non permette di attuare il piano di rilancio del vettore nazionale".

Nel focus si afferma, così, che "l'Enac negli ultimi anni non si è comportato come regolatore indipendente" e la politica è sembrata "voler favorire un determinato vettore" cercando di "limitare la concorrenza" delle low cost. Fra gli esempi, l'economista dell'Ibl cita la chiusura di Ciampino e il piano degli aeroporti, "che serve a regolare in modo che le low cost abbiano maggiori difficoltà ad entrare nel mercato italiano".

Da L’Occidentale, 27 dicembre 2009
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