Sicuro solo Vegas alla Consob. Per l'energia c'è il rischio paralisi
Vegas e tanta confusione. Con l'imminenza della crisi e il pericolo di elezioni fra pochi mesi, la poltrona sicura di un'Autorità è diventato un approdo ambito per sottosegretari e parlamentari. Molti vorrebbero seguire l'esempio del viceministro all'Economia Giuseppe Vegas, che tra qualche giorno traslocherà da via XX per la presidenza della Consob. I posti non mancano: serve un altro commissario per il controllore dei mercati finanziari e l'intero collegio dell'Autorità dell'Energia scadrà improrogabilmente il 15 dicembre prossimo. Quello che manca è l'accordo tra le varie anime della maggioranza: la spallata di Fini di domenica ha congelato (se non fatto del tutto tramontare) la complessa manovra che vedeva Antonio Catricalà passare dall'Antitrust all'Energia sostituito da Antonio Pilati. Per i cambi all'Antitrust è necessario l'ok dei presidenti delle Camere (e quindi di Fini stesso), il che ha fatto chiedere a Fli di scegliere l'eventuale sostituto di Catricalà. Al momento dunque servirebbe un accordo ampio a cui sta lavorando soprattutto la Lega. Il Carroccio punta ad almeno due posti: il quinto commissario Consob e probabilmente uno dell'Autorità energia. Proprio il controllore dell'elettricità e del gas rischia a breve di diventare non solo il prossimo "caso" politico con in più effetti pratici devastanti con l'intera l'attività bloccata per chissà quanto tempo. Vale a dire niente adeguamento trimestrale delle bollette di elettricità e gas per le famiglie, stop all'aggiornamento del bonus per le famiglie bisognose e numerose. E se il rinnovo del collegio dovesse tardare a lungo, potrebbe scattare la procedura di infrazione da parte della UE. A metà dicembre Alessandro Ortis e il consigliere Tullio Fanelli finiranno il mandato che per legge noti può essere prorogato. Il consiglio dei ministri non ha ancora avviato la complessa procedura per le nuove nomine che prevede, tra l'altro, dopo la proposta dei nomi da parte del ministro dello Sviluppo economico, la votazione favorevole (con una maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti) delle commissioni competenti di Camera e Senato. Non basta solo trovare accordo tra Pdl e finiani, ma occorre anche il via libera delle opposizioni. Dal Pd fanno sapere di non voler avvallare un collegio fatto di "ex" da sistemare che pregiudicherebbe la qualità e l'indipendenza delle autorità. Sarebbe l'ennesimo colpo per un'Autorità bistrattata a dispetto dei buoni risultati (Ortis è stato premiato l'altro giorno dall'Istituto Bruno Leoni per il contributo alla liberalizzazione dei settori elettricità e gas). Per cinque anni il collegio non è stato reintegrato, mentre le varie Finanziarie ne hanno ridotto il budget. Come ha sottolineato Ortis in un'audizione in Senato, tagli che «mettono arischio l'indipendenza e l'autonomia dell' autorità».
Da La Repubblica, 10 Novembre 2010